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Da leggere Phastidio qui sotto. Mi pare in linea con quello che spiegavano Tito Boeri e Francesco Daveri tempo fa.

Altro aggiornamento del superindice Ocse, altro tripudio di pacche sulle spalle ed autocongratulazioni. Siamo fatti così, insuperabili nel dar corpo alle ombre, nel bene e nel male. Dunque, vediamo il dato di settembre: “gli indicatori mostrano chiaramente una crescita in Italia, Francia, Regno Unito e Cina, mentre in Canada e Germania si vedono dei segni di espansione potenziale”. Bene, c’è in atto una ripresa, lo sapevamo da tempo. Quello che molti nostri politici non riescono a cogliere è che un leading indicator esprime una previsione di quello che potrebbe accadere tra sei-nove mesi. Non è assolutamente detto che la previsione si realizzi, ed anzi alcune recenti ricerche segnalano che il grado di correlazione del CLI (Composite Leading Indicator) dell’Ocse con la crescita effettivamente conseguita nei due-tre trimestri successivi si è ridotto, nell’era della globalizzazione. Ma c’è dell’altro, ed è un caveat metodologico piuttosto serio. Scrive l’Ocse: «Sebbene i segni di espansione siano evidenti in diversi Paesi, devono essere interpretati con cautela. In effetti il miglioramento atteso dell’attività economica, in rapporto al suo livello potenziale di lungo termine, può essere parzialmente attribuito a un decremento di questo stesso livello potenziale di lungo termine stimato e non soltanto al miglioramento dell’attività economica in sé» Che tradotto vuol dire: attenzione, perché queste variazioni così vistose del CLI possono derivare dal fatto che ci troviamo in un “nuovo mondo”, dove il potenziale di crescita di lungo periodo si è abbassato. Che, detto in altri termini, suggerisce che ad un boom del CLI può corrispondere, dopo due-tre trimestri, una variazione del Pil piuttosto esigua, e come tale insufficiente a riassorbire la disoccupazione.

Le reazioni politiche di maggioranza al dato sono comprensibili: siamo in una congiuntura mai sperimentata prima, in cui le categorizzazioni a cui eravamo abituati sono venute meno, e dove le correlazioni tra fenomeni si sono in generale indebolite. Si pensi al concetto di benchmark, l’indice di riferimento, nei fondi comuni di investimento. Se in un anno l’indice di borsa perde il 20 per cento ed il mio fondo comune, che su quella borsa investe, perde “solo” il 10 per cento, il gestore verrà a dirmi che “ha battuto il benchmark”, e nella sua ottica è un grande risultato, quasi sempre sufficiente a fargli intascare un robusto bonus. Il risparmiatore viene convinto che, “date le condizioni dei mercati”, possiede un fondo di eccellenza. E’ forse è anche vero ma, come dicono i cinici, “tu non mangi la performance relativa”. Sei comunque più povero che a inizio anno.

link: Gli Arcana Mundi dell’Ocse | Phastidio.net


The Massachusetts Institute of Technology is considering expanding its student body by more than 7 percent, or more than 300 students, if it is able to create additional student housing, the dean of admission, Stuart Schmill, said Thursday. Mr. Schmill was quoted by Bloomberg News as saying that M.I.T. was exploring whether higher enrollments would increase revenue. But reached by telephone, he said that the primary motivation was not to raise money but to return the undergraduate student body to the size it was in the 1980s and 1990s. At that time, he said, there were about 4,500 undergraduates on campus. But the student body has since dwindled to about 4,200, as freshmen were required to live in dormitories — reducing the potential housing available to them. “It’s not driven by the revenue piece,” Mr. Schmill said. “It’s really bringing us back to an undergraduate enrollment we had.” In the most recent admissions process, M.I.T. received more than 15,000 applications for a freshman class that currently has 1,071 students. But high school seniors who might wonder whether more slots will be available this spring, take note: Mr. Schmill said that if the university expanded its student body, it might not do so all at once or even through freshman admissions. It could also do so through transfers of upperclassmen, he said. As to whether more students would result in more revenue, Mr. Schmill said the question was more complicated than it appeared. He noted that the university was “need blind” in its admissions, and that 60 percent of students currently received need-based scholarships. The average award is about $30,000, he said. Full tuition, room and board and other fees, including the price of books, is about $52,000, he said. Mr. Schmill said a dormitory under renovation could help yield the room space needed to add some students.

link: M.I.T. Considers Increase in Student Body by 300 – NYTimes.com

Sono certo che mi direte che sono noioso e che ripeto sempre le stesse cose. Ma visto che si parla di DDL Università e che leggo or ora questo articolo del NYT, ripropongo il tema.

Leggere bene il numero di studenti e il costo della tuition (che è per anno, a scanso di equivoci).

Il poli credo incassi per studente, tra tasse pagate dallo studente e contributo dello Stato, circa 8-9 KEuro. E ha 40.000 studenti. Fate un po’ i conti. C’è da stupirsi che i servizi siano diversi?

Poi vengano pure a dire che bisogna combattere il potere dei professori. Certamente, sono d’accordo. Ma è troppo facile fare chiacchiere e proclami, e nei fatti tagliare tutto ciò che è ricerca e innovazione.

  • Tagliano i fondi all’università perché siamo baroni. E va bene.
  • Tagliano i contributi in ricerca e innovazione per le imprese perché ci sono le truffe. E va bene.
  • La banda larga è un lusso che ci potremo permettere quando non ci sarà più la crisi. Mica è considerata una risorsa per uscire dalla crisi, ma va! Un bene di lusso. Che fanno tutti i paesi per la banda larga? Cosa ha fatto su questo tema Obama come contributo per uscire dalla crisi?

È così che pensiamo al futuro di questo paese?


Confronti

Stasera stavo provando Wolfram Alpha su iPhone (bellissimo).

Per provare ho fatto una richiesta semplice: GDP di USA, Italia, Germania e UK.

Ne è venuto fuori questo diagramma:

È incredibile la differenza di trend tra USA e i paesi europei.

Poi ho provato a guardare i trend per i tre paesi europei:

Ora, l’Italia cresce meno. Ma i trend sono simili.
Il vero punto quindi è il confronto tra noi e gli USA.
Poi ho considerato la Cina:

Sono diagrammi che parlano da soli.


Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e il Direttore centrale Personale, Organizzazione e Servizi del Gruppo Mediaset e Vice Presidente di R.T.I. S.p.A. Niccolò Querci hanno firmato oggi nella sede del Gruppo televisivo di Cologno Monzese un Protocollo d’intesa nell’ambito del progetto “Reti Amiche”. L’obbiettivo è quello di semplificare i rapporti tra azienda, lavoratori e Pubblica Amministrazione attraverso la creazioni di reti private. I dipendenti, in particolare, potranno accedere ai servizi pubblici “on the job”, cioè direttamente dal posto di lavoro. Ciò permetterà di evitare inutili code agli sportelli, con un notevole risparmio per le casse dello Stato. Con “Reti Amiche” la burocrazia si avvicina al cittadino, si intensifica la collaborazione tra pubblico e privato, si moltiplicano i punti di accesso alla P.A.: già oggi si contano più di 50.000 sportelli aggiuntivi a quelli tradizionali.

link: Archivio Notizie

Non capisco. Cosa c’è di specifico che riguardi Mediaset? Perché un dipendente della XXX YYY non dovrebbe anche lui accedere a quei servizi? Soprattutto cosa rende quei servizi accessibili a Mediaset e non a altri?

Vorrei chiarire. Non ne voglio fare una questione di dietrologia, perché Mediaset, il presidente del consiglio, …

Vorrei veramente capire che c’è di specifico dal punto di vista tecnico. Se un servizio per un lavoratore dipendente, tipo la visione della situazione pensionistica, è disponibile su Internet, che differenza c’è tra un lavoratore Mediaset e uno di Sky o Fiat o quello che volete?

Oppure si vuol dire che a Mediaset hanno dato il permesso alle persone di navigare in Internet? Oppure che verrà fatta una integrazione tra i sistemi informativi di Mediaset e quelli degli enti pubblici coinvolti? Ma se si può fare per Mediaset, per esempio tramite web services esposti da PA o enti centrali, perché non dovrebbe valere anche per altri?

Ripeto, vorrei capire di che si tratta.


Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio assicura che la banda larga è fra le priorità del dopo-crisi. E intanto il vice ministro Paolo Romani ipotizza un modello regionale di sviluppo come per il digitale terrestre: “Già siglati sei protocolli con le Regioni” Torna sugli 800 milioni bloccati al Cipe il sottosegretarioalla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. In occasione della conferenza stampa dedicata alle Giornate di studio marconiane, organizzate per celebrare il centenario della consegna del Nobel per la fisica, Letta ha ricordato che “c’è una postazione di bilancio con stanziamento relativo. Purtroppo la crisi ha obbligato a riconsiderare le cose, per dare priorità agli ammortizzatori sociali e altri interventi necessari, anche a costo di postporre programmi che in condizioni normali avrebbero avuto priorità. I soldi non li abbiamo dirottati. Quando le cose miglioreranno, ossia quando saremo usciti dalla crisi, si potrà riprendere l’ordine delle priorità. E la banda larga è una priorità”. Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, ha invece sottolineato che potrebbe prendere piede il modello Dtt – ossia una roadmap regionale – per lo sviluppo della banda larga in Italia. “Per la banda larga ci piacerebbe utilizzare un metodo analogo. Non so se sarà possibile, perché la banda larga è più difficile da regionalizzare, ma sicuramente faremo protocolli regionali: già sei regioni hanno firmato con il Ministero e presto sarà firmato un settimo accordo”.

link: Letta: “Soldi alla banda larga quando usciremo dalla crisi” – Corriere delle Comunicazioni

Brunetta aveva dichiarato e ripetuto che i soldi c’erano. Adesso non ci sono più.

Ma al di là di tutto, questo paese e non solo questa maggioranza non crede nell’innovazione e nelle tecnologie dell’informazione. Non c’è che prenderne atto.

Tra l’altro, alla fine sono briciole nel bilancio dello stato. Su altri temi, sono certo non avrebbero esitato.


Domani pomeriggio sono al Politecnico a fare la lezione sul talento agli studenti di Alfonso Fuggetta.

Mi piace parlare agli studenti e non avendo i limiti di tempo stretto che avevo a Napoli penso che mi divertirò un sacco.

Non vedo l’ora.

via Blog di Gigi Tagliapietra


Sto sentendo il TG5: straordinario servizio su un centro medico aperto alla Sapienza di Roma (se ricordo bene) per curare la dipendenza da Internet. Il dottore ci spiega compito che il navigare su Internet o il sesso online può avere le stesse caratteristiche della droga.

Evviva! Promuoviamo la cittadinanza digitale.

Ma fin qui niente di nuovo.

Il fatto veramente divertente è che alla fine del servizio, il giornalista convinto e compito passa la linea a … Il grande fratello!!! E la bella Alessia ci spiega che adesso inizieremo a seguire la transizione di uno dei partecipanti da donna a uomo (credo).

Dunque, si può restare h24 a guardare come dei beoti il grande fratello e gli altri reality, ma quello è spettacolo, mica è dipendenza!

Quindi non navigate su Internet: guardate il grande fratello. Lo dice il TG5 …


Déjà vu

MOSCA – Vladimir Putin avverte l’Europa: se Kiev non paga, ci potrebbero essere problemi per la fornitura di gas ai consumatori europei. Il premier russo ha chiamato il suo omologo svedese Fredrik Reinfeldt, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell’Ue, per richiamare “la sua attenzione” su “possibili problemi di pagamento per la fornitura di gas russo da parte dell’Ucraina”, e ha evidenziato “i problemi che si potrebbero verificare per i consumatori europei nel transito del gas russo attraverso il territorio ucraino”. (RCD)

link: Gas: Putin avverte l’Europa, “Problemi se Kiev non paga” – Corriere della Sera


Schizofrenie

«MORTE LENTA E INDOLORE» – Monsignor Bottoni ha spiegato che «si assiste in questo periodo a una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica» e ha parlato di «continui colpi al sistema democratico» oltre che di «uno stato padrone a gestione personale». «È in corso – ha aggiunto – una morte lenta e indolore della democrazia, una progressiva eutanasia della repubblica nata dalla Resistenza». «Neanche quest’anno ci è stata risparmiata un’omelia di questo genere», ha commentato l’assessore comunale ai Servizi Civici Stefano Pillitteri, rappresentante della giunta Moratti alla cerimonia. «Continuo a trovare improprio – ha aggiunto Pillitteri al termine della commemorazione – una polemica di carattere politico in una sede come questa, mi sembra proprio stucchevole». Di intervento «un po’ forte» e «troppo rigido» ha parlato l’assessore provinciale alla Sicurezza Stefano Bolognini, contestato al termine del suo discorso da un paio di persone che gli hanno urlato: «Voi volete dividere il Paese, non unirlo».

link: Monsignor Bottoni critica il governo «La democrazia sta morendo» – Corriere della Sera

Se la Chiesa o un suo esponente parla contro i DICO, “ha diritto di esprimere il suo pensiero e svolgere il suo alto magistero”. Se dice queste cose, allora si tratta di affermazioni “improprie e stucchevoli”.


Da leggere

Bossi, impegnato a usare il commissariato Tremonti come cavallo di Troia per portarsi a casa le tre grandi regioni del Nord e qualche benefit aggiuntivo, ha certamente il polso del proprio elettorato. Ed è questo l’aspetto più inquietante della comunicazione politica, non solo leghista, di oggi. Messa così, sembra che l’Unione Europea sia un’entità malvagia che gode nel costringere gli italiani e i padani in condizione di asservimento alle tasse. Naturalmente, ma non per Bossi, se l’Italia mettesse mano ad un programma di tagli strutturali di spesa, per ciò stesso credibile, potrebbe ridurre le tasse senza obiezione di chicchessia. Invece, poiché Bossi persegue una politica di consenso populista non dissimile da quella del premier, è del tutto evidente che non è tempo per i leggendari “tagli di spesa improduttiva”, che peraltro è sempre quella altrui, come si evince ascoltando i discorsetti delle due sciure di Confindustria, Emma Marcegaglia e Federica Guidi. Due personaggi che riassumono perfettamente l’inconsistenza e la banalizzazione di contenuti che il dibattito pubblico ha assunto in questo paese.

link: Le fiabe della buonanotte di nonno Umberto | Phastidio.net


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